Di Sentiero in Sentiero

Escursione verso un lago romantico

Oggi mi impadronisco io della sezione del blog per raccontarvi di un’escursione che mi ha messo a dura prova sia fisicamente che mentalmente, ma che mi ha consentito di perdermi in un paesaggio unico…quasi lunare.

Ho deciso di intraprenderla nel mese di agosto e il tempo mi ha assistito, ma forse incamminarsi nel mese di giugno e di luglio è la scelta ideale.

Iniziamo quindi questa avventura…

Percorso molto impegnativo, si parte da Mazzin 1374Mt in prossimità del ponte che attraversa il torrente Avisio. Iniziamo con una leggera salita per intercettare il sentiero 580 che, dopo le ultime intemperie, risulta meno agevole e con dei tratti non manutentati. Saliamo per 50 metri (1405 Mt) e svoltiamo sulla destra iniziando un percorso che andrà ad incontrare il sentiero 577 il quale ha inizio a Fontanazzo.

Salendo arriviamo ad un ponticello e ad un torrente (1459 Mt) fino a una strada più larga che consente quindi il passaggio di una navetta (1597Mt); giunti ad una curva sarà possibile scegliere se proseguire per la strada carrabile o, come nel mio caso, continuare a salire sul sentiero sterrato che si trova sulla sinistra. Da qui la pendenza inizia ad essere importante, continuiamo a salire fino a ricongiungerci al sentiero 577 ad un’altezza di 1772 Mt. 

Il tratto successivo sarà in salita ma vi consentirà di godere di una visuale migliore e di un paesaggio più gradevole.

Val di Dona
Rifugio Dona

Siamo arrivati sopra i 2000 Mt; questa parte di sentiero ci fa entrare nella vera e propria Val di Dona dove è possibile fare una sosta al rifugio Dona (a titolo informativo, questo rifugio non ha il bancomat, perlomeno quando sono andato io).

Andiamo avanti per questa valle dove potete ammirare dei piccoli bungalow e, se la fortuna vi assiste, e anche qualche bellissima marmotta. Attraversiamo Pian delle Gialine fino a una distesa di pietra che ci conduce al Passo di Dona 2515 Mt.

Questi tratti sono particolarmente impegnativi, fate delle soste e ammirate il paesaggio a valle: siamo arrivati in cima al passo da dove si apre una bellissima cornice sul Rif. d’Antermoia.

Finalmente iniziamo a scendere e dopo 500 metri arriviamo al rifugio d’Antermoia, costruito nel 1911 ed usato sia come pit stop per rifocillarsi, (il rifugio ha anche il bancomat) o anche nell’ eventualità per dormire (fino a un massimo di 20 persone).

Svoltando a destra del rifugio, dopo una breve camminata, ci ritroviamo immersi in un paesaggio unico e lunare, il Lago d’Antermoia. 

Molti rimarranno delusi da questo lago in quanto alle volte non ha il colore che si vede nelle foto. Le acque del lago di Antermoia risultano di un colore azzurro intenso, il motivo sta nel fatto che viene alimentato soprattutto da acque di fusione.

Ma, a stagione inoltrata, a causa delle piogge potreste vederlo di un colore grigiastro (come nel mio caso).

Passo di Dona

Sul lago c’è una piccola storiella molto romantica, che vi condivido a questo link e vi farà apprezzare ancor di più questo paesaggio unico.

Sentiero da Passo di Dona a Rifugio d’Antermoia

Per quanto riguarda il ritorno, ci sono parecchie deviazioni. Io personalmente, essendo partito da Mazzin, ho preferito rifare il sentiero a ritroso e godermi il paesaggio in discesa, ma per chi ha ancora voglia di camminare, si può proseguire fino ad arrivare a vari rifugi come il Rif. Passo Principe, il Rif. Vajolet, Rif Gardeccia e infine Rifugio Ciampedie per poi scendere con la funivia fino a Vigo di Fassa.

Rifugio d’Antermoia

In alternativa è possibile tornare al passo di Dona dove potete deviare sulla destra (sentiero 578) collegandovi alla Val Duron fino al Rif.Micheluzzi e da lì scendere per Campitello.

Spero di esservi stato utile.

Buona escursione a tutti.

Marco

Per la traccia del percorso vi consiglio il mio articolo a questo link.

Eccomi qua. Nata nella Capitale, vissuta e cresciuta nelle Marche; una laurea in Economia, master e vari corsi di specializzazione …ma come avrete ben capito… non mi basta mai!! E quindi studio un po’ di recitazione, poi divento Coach Professionista… poi una fotografa amatoriale (Nikoniana) e, da buona amante del vino, inizio a studiare per diventare sommelier! 🙂 Insomma l’idea di una vita senza alcuno sprazzo di creatività, mi fa quasi paura!

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